venerdì 18 maggio 2012

L’insuccesso scolastico




Di cosa parliamo?
Parliamo di un fenomeno silenzioso, ma preoccupante, che riguarda molti minori nel nostro paese, vale a dire l’insuccesso scolastico e che, al contrario di quanto si pensi, ha a che fare molto poco con l’equipe multidisciplinare che si occupa di disturbi di sviluppo e psicopatologici, ma molto con famiglia, scuola, istituzioni sociali.
Cos’è l’insuccesso scolastico?
Si tratta di uno spettro di situazioni che vanno dallo scarso impegno/motivazione scolastica con inevitabile ricaduta sulle prestazioni accademiche, che risultano ridotte o francamente inadeguate rispetto alla classe frequentata, fino alla bocciatura o all’abbandono scolastico.
Quali sono i numeri che descrivono l’insuccesso scolastico?
Ne esistono diversi, quelli più chiari riguardano lo spettro estremo cioè la fetta di dispersione scolastica, vale a dire la somma di bocciati e abbandoni scolastici.  L’ultima rilevazione sulla dispersione effettuata dal ministero, risale all’anno scolastico 2004/2005 e si contavano 2,9 “dispersi” su cento alunni alle scuole medie e 12,9 “dispersi”, sempre su cento, alla scuola superiore.
Nel 2011 la dispersione scolastica si è addirittura incrementata, perché si sono aggiunti gli abbandoni senza lasciare traccia - 0,2 per cento alla scuola media e 0,9 al superiore  la dispersione in generale è salita al 5,5 per cento alla media e al 14,9 al superiore per un totale di 434 mila studenti. Le percentuali medie di abbandoni sono comunque man mano diminuite dal 36,8 per cento calcolato per l'anno scolastico 1999/2000 fino al 31,7 dell’ultimo anno scolastico.
L’insuccesso da che cosa dipende?
Ci sono diverse condizioni che possono spiegare o solo associarsi più frequentemente all’insuccesso scolastico e sono di tipo sociale, culturale e/o mediche.
Tra le cause sociali e culturali vanno annoverate differenze in età evolutiva del potenziale accademico/cognitivo, del territorio, delle difficoltà d’integrazione, di sostenibilità economica e/o complessità dei nuclei familiari/delle relazioni interpersonali, soprattutto in alcune fasce di età.
La scuola, così come altre istituzioni preposte ad educare, spesso non favorisce un’identificazione corretta dei bambini precoci, e non promuove stili educativi personalizzati e non discriminanti, anche per bambini particolarmente talentuosi.
Ci sono dati importanti che riguardano la riuscita scolastica degli alunni stranieri: la forbice di insuccesso scolastico fra studenti italiani e quelli con altra cittadinanza, nella scuola primaria si è attestata al -1,2%; cresce invece il divario nelle scuole secondarie: dal -13,1% del 2002/03 si è giunti al -15,8% del 2008/09. Inoltre il 41% degli alunni stranieri si iscrive negli istituti professionali e il 39% in quelli tecnici.
I valori più bassi della dispersione nelle scuole medie statali si registrano al Nord (0,09%), mentre quelli più elevati si evidenziano nelle Isole (0,67%) e al Sud (0,55). La dispersione risulta più pesante negli istituti professionali (8,7%) e negli istituti d'arte (6%).
Il disagio giovanile è un fenomeno in crescita, le cui cause sono molteplici, in parte legate ai nuovi modelli di società, di relazioni interpersonali, di forme familiari e sembra incidere in molti abbandoni in scuole medie e superiori, che risultano maggiori in tutte le realtà-paese svantaggiate dal punto di vista sociale che economico.
Rispetto alle condizioni mediche annoveriamo soprattutto patologie neuropsichiatriche di vario tipo, quali: psicopatologie, disturbi di sviluppo, disturbi del comportamento.
Le patologie dello sviluppo responsabili di insuccesso sono: ritardo mentale, disturbo generalizzato dello sviluppo, DSA, ADHD, disturbo della coordinazione motoria (DCM).
Tra le psicopatologie: disturbo ansioso, depressione, psicosi, disturbo borderline di personalità.
Tra i disturbi del comportamento: disturbo della condotta, disturbo antisociale.
È importante valutare in qualsiasi disturbo neuropsichiatrico l'impatto psicologico ed emotivo che l'arrivo di una diagnosi di questo tipo può provocare in ciascuna famiglia e alunno.
Le convinzioni che lo studente e la famiglia hanno sull'intelligenza/capacità accademiche e adattive, sulla fiducia di sé, gli obiettivi dell'apprendimento (padronanza o prestazione) e le attribuzioni del proprio successo o insuccesso formano gli aspetti emotivo-motivazionali dell'apprendimento e sono importanti componenti in grado di stimolare e sostenere gli sforzi necessari per affrontare strategicamente lo studio o viceversa determinare un insuccesso scolastico.
Chi si occupa di insuccesso scolastico?
Si può comprendere che l’equipe multidisciplinare interviene solo in minima parte nell’affrontare l’insuccesso scolastico e per specifiche patologie neuropsichiatriche, pertanto non è corretto semplificare il problema dell’insuccesso con una patologia.
Gran parte dell’analisi del problema insuccesso può e deve essere fatto da famiglia, scuola, istituzioni territoriali con valenza socio-educativa.
Che si può fare a scuola?
Per la scuola va tenuto presente che per ogni alunno, tanto più se con insuccesso scolastico, bisognerebbe partire da un corretto profilo di chi apprende, che tenga conto di concetti come capacità-performance, deficit, relazioni di influenza, adattamento e che permetta di individuare un percorso di apprendimento senza errori che, possa potenziare o "ricostruire" le capacità emotivo-motivazionali dell’alunno, che non sono mai scontate, evitare un’impotenza appresa, favorendo meccanismi di autoregolazione, integrazione, autostima, che riducono la percezione di disagio rispetto all’insuccesso e permettono un percorso accademico efficace e soprattutto gratificante.

Dott.ssa Alessandra Corcelli
Medico Chirurgo
Specialista in Neuropsichiatria Infantile
Elicriso Psicologia e Riabilitazione

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